“Felice Limone”: Il Limoncello di Monaco che profuma di Sud

Anna Lena Deeg annusa il profumo del suo limoncello
Anna Lena Deeg annusa il profumo del suo limoncello

Monaco di Baviera: Questa storia ha infatti un sapore antico, di quei racconti tramandati di generazione in generazione, come le ricette tradizionali appunto. La madre, innamorata del sud Italia sin da giovane, apparteneva a quella generazione di tedeschi che negli anni ’70 iniziò a scoprire le bellezze del nostro paese, in particolare del Cilento. Studia l’italiano, diventa amica di molte persone e le viene data ad un certo punto la ricetta del limoncello, che lei sperimenta e produce di anno in anno, fino a berlo anche in compagnia della figlia, ormai cresciuta. È il sapore di casa che quindi Anna Lena cercava – come un po’ tutti quelli di noi che sono presi a volte dalla nostalgia – quando ha deciso di iniziare a produrre limoncello per “regalare” un po’ al mondo la dolcezza aspra del sud Italia.

Il progetto nasce due anni fa per un segno del destino: il ristorante sotto casa di Anna, in Andréestraße 10 nel quartiere di Neuhausen, chiude e dei ragazzi prendono in gestione solo la parte anteriore del locale, lasciando sfitta la cucina. Lei coglie la palla al balzo e decide di affittarla, aprendo così il suo laboratorio di limoncello. Il lavoro e la pianificazione prendono però molto tempo, e così arriva a mettere in commercio la prima serie di limoncelli e marmellate solo questa primavera.

Tappa fondamentale di questa avventura sono il nome e il design delle etichette. L’idea di “felice limone” è venuta a lei: “è bello pensare – ci dice – che i limoni con cui ho prodotto questo liquore siano felici, e che possano quindi trasmettere la stessa positività in chi alla fine si gusterà questo limoncello”.

Anna Lena Deeg ci mostra orgogliosa il suo prodotto
Anna Lena Deeg ci mostra orgogliosa il suo limoncello fatto in casa

Le etichette sono prodotte da un laboratorio di design spagnolo, Moruba, che lei ha contattato entusiasta dopo aver visto il loro lavoro su una bottiglia di vino. Nome ed immagini si combaciano perfettamente: vediamo su ogni bottiglia dei limoni disegnati in maniera essenziale fare cose che li rendono felici: viaggiare, parlare, dormire, andare in bicicletta, leggere, ascoltare la musica. Un messaggio diretto e semplice che si combina perfettamente con il sapore del prodotto: né troppo forte, né troppo dolce, amabile potremmo dire, il giusto completamento di un buon pranzo domenicale.

Anche se la produzione è iniziata in maniera ufficiale da pochissimo, Anna Lena ha le idee molto chiare sul suo progetto che si basa su tre concetti fondamentali: familiarità, produzione artigianale e controllo della qualità del prodotto. I limoni che lei utilizza e spella personalmente vengono dalla zona tra la costiera amalfitana e quella sorrentina, sono prodotti senza alcun utilizzo di fertilizzanti o altri elementi chimici e per certificare la purezza del suo prodotto li ha fatti controllare inizialmente presso un laboratorio bavarese. Vuole infatti creare sin da subito un rapporto diretto e di fiducia con l’acquirente e lo fa da persona “a cui piacerebbe sapere cosa c’è nel prodotto che sta gustando”.

Questo concetto dell’ecologico gioca un ruolo molto importante nella sua attività, tanto che la marmellata di limoni è un’idea che è venuta successivamente come soluzione alla quantità enorme di limoni sbucciati che altrimenti sarebbero andati sprecati. Anche qui la produzione ha acquisito col tempo uno stampo familiare: le marmellate che oggi possiamo ammirare nella sua cucina sono frutto di una lunga sperimentazione per trovare sapore, consistenza e colore giusti, sempre rispettando il principio dell’utilizzo esclusivo di ingredienti naturali.

Quando le chiediamo come prevede si evolverà questa sua nuova impresa ci risponde in maniera entusiasta ma al tempo stesso realista: un primo ristorante della zona, il Neuhauser Wohnküche, le ha già chiesto di poter inserire il suo limoncello sul menù estivo e tanti privati l’hanno già contattata per chiedere dei suoi prodotti. “I prezzi – ci spiega – sono alti rispetto a quello che si può comprare in Italia, per il semplice fatto che qui la tassa sui prodotti alcolici è altissima (su € 16,80 di una bottiglia, € 13,08 sono solo di tasse), ma spero che i ristoratori vogliano puntare sulla qualità, e i miei prodotti hanno ricevuto moltissimi commenti positivi a riguardo”.

Concludiamo la nostra visita presso il suo laboratorio citando le etichette di questi buonissimi limoncelli: un prodotto ecologico, di origine italiana e fatto con tanto amore. L’entusiasmo che questa ragazza esprime nel parlare del suo progetto non può che essere contagioso e le auguriamo di tutto cuore il massimo del successo.

Potrete leggere qualche informazione in più a riguardo presso il sito. Le bottiglie di limoncello saranno vendute al prezzo scontato di inizio produzione fino al 31 maggio 2014.