Roberto Saviano e “La paranza dei bambini” a Monaco

“Continuo a scrivere per comunicare e anche per una battaglia personale, una vendetta politica, letteraria” (Roberto Saviano)

Monaco di Baviera. Mezz’ora di anticipo non basta ad evitare la fila che aspetta impaziente di entrare nella sala principale della Literaturhaus. Più di trecento persone prendono posto nell’attesa che Roberto Saviano, alle otto in punto, entri e saluti un pubblico in gran parte italiano, in piccola parte tedesco. “La paranza dei bambini” è il titolo del terzo libro dello scrittore e giornalista napoletano pubblicato nel 2016 da Feltrinelli, ospitato dalla città di Monaco per presentare la versione tradotta in tedesco, intitolata “Der Klan der Kinder”, a cura di Annette Kopetzki e della casa editrice Hanser.

Monaco di Baviera: Roberto Saviano e la giornalista-moderatrice Karen Krüger (foto © ilsoleitaliano – C. T.)

Accolto da applausi calorosi Saviano sale sul palco e viene subito incalzato dalle domande della giornalista-moderatrice Karen Krüger (Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung). “Perché lei continua ancora a scrivere, nonostante tutte le minacce di morte avute?”. Saviano accenna un piccolo ghigno, passa la mano sulla fronte quasi per ordinare le tante risposte che avrebbe voluto dare e dice: “Continuo a scrivere per un’ossessione e per vendetta, perché è anche una battaglia personale, politica e letteraria contro chi vuole zittirmi. Ma continuo a scrivere soprattutto per comunicare”. E la comunicazione implica il racconto di fatti accaduti, ricostruiti attraverso una scrittura che fonde letteratura e giornalismo, come dimostra l’incipit del libro.

I protagonisti sono un gruppo di undici adolescenti del quartiere Forcella di Napoli che non superano i 15 anni d’età e vogliono diventare ricchi il prima possibile. Sono una paranza, pesci piccoli pescati da una rete che pur essendo sottile, quasi invisibile, li fa vivere intrappolati e senza vie di scampo. Ma “La paranza dei bambini” non è soltanto il racconto di adolescenti napoletani abbandonati a se stessi. Saviano tenta di declinare un concetto sociale di gioventù comune a tante realtà periferiche dell’Europa e del mondo. Cita Berlino, Guadalajara, Parigi.

La geografia della narrazione sfonda le porte del senso comune che vuole la Camorra come un fatto nostrano e con analisi stringenti mette al centro della discussione quel “Turbo Capitalismo” che incita i ragazzini a credere che “morire presto sia fatturare presto”. “Se investo 1.000 euro in azioni Apple, in un anno me ne ritorneranno 1.300. Se invece con 1.000 euro compro cocaina, alla fine dell’anno ne incasserò 280.000. Questo i ragazzini lo sanno”. Uno dei protagonisti, Emanuele Sibillo, al suo diciassettesimo compleanno chiede a chi gli sta attorno di festeggiarlo molto, perché non è così convinto di arrivare ai vent’anni. Emanuele Sibillo morirà quando ne avrà diciannove.

La differenza tra i quindicenni assetati di soldi e ricchezza è tutta lì, nel disporre di pistole oppure no, ma la vita resta un prodotto che si consuma facilmente, velocemente. Per il lettore può sembrare difficile credere ad alcuni fatti raccontati nel libro, ma spesso “la realtà è molto più feroce della fantasia, ed è per questo che spesso si accusa chi racconta di esserne quasi la causa”.

Qui la logica giornalistica di Saviano incontra l’animo letterario rivelando tutta la distorsione della realtà e la potenza della comunicazione “È come entrare in una stanza accendere la luce e vedere un cadavere per terra, si dà la colpa alla lampadina che l’ha illuminato”. Per uno scrittore parlare di un proprio libro è un po’ come parlare di una parte di sé, che può essere negativa, positiva o entrambe. Soprattutto quando un libro cambia letteralmente i connotati di una vita.

Attraverso i gesti, le pause tra un pensiero e l’altro, i sorrisi accennati e il racconto delle dinamiche criminali è emerso in Saviano un affetto doloroso nei confronti della sua città che in alcuni strati lo rifiuta e in altri lo accoglie come esempio di lotta e attaccamento. E se la dialettica della Camorra è quella di ammazzare brutalmente per produrre sempre più ricchezza come le regole del capitalismo vogliono, quella di Saviano è comunicare per conoscere, diffondere per cambiare, attaccare per difendere.

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