Giuseppe Jona, “il medico dei poveri”

Una passeggiata nel quartiere ebraico di Venezia. Dopo aver lasciato alle spalle Calle Fanese e aver attraversato il ponte de Gheto Novo, entriamo nel Campo omonimo. Qui lasciamo scorrere lo sguardo, lo soffermiamo brevemente sui dettagli architettonici, come l’insieme di bassorilievi bronzei dedicati alla Shoah realizzati dall’artista e scultore lituano Arbit Blatas.

Osserviamo le sinagoghe, quella tedesca, quella italiana e quella di Canton, notiamo i porticati

Venezia: Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo – Padiglione Giuseppe Jona (foto © ilsoleitaliano – C. M.)

che ospitano ancora le sedi dei vecchi banchi di pegno e delle antiche botteghe artigianali. Ci avviciniamo alla Casa di Riposo Israelita, e là scorgiamo, affisso ad una parete di traversine in cui sono incisi luoghi di passaggio e destinazione dei deportati, quello che stavamo cercando. Una targa commemorativa che recita come segue:

Venezia: Targa in memoria del Dott. Giuseppe Jona (foto © ilsoleitaliano – C. M.)

Giuseppe Jona, clinico illustre, maestro di rettitudine e di bontà, nell’ora tristissima della persecuzione resse la comunità di Venezia con alto senso di dignità e vi profuse i tesori dell’anima sua grande.
Alla rovina d’Italia, al nuovo martirio di Israele non seppe sopravvivere.

È dunque alla figura di Giuseppe Jona che l´Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera in collaborazione con la Janusz Korczak Akademie ha reso omaggio nella serata di ieri, 18 gennaio. A parlarne la Dott.ssa Luisa  Cigagna, laureata in Storia Contemporanea a Venezia.

Giuseppe Jona nasce il 22 ottobre del 1866, giorno in cui il Veneto è annesso al Regno d´Italia. Laureato in Medicina all’università di Padova, è prima assistente di anatomia patologica e poi primario dell’Ospedale Civile SS. Giovanni e Paolo di Venezia dal 1905 al 1936. Pioniere ed innovatore, diviene presidente dell´Ateneo veneziano nel 1931 con gli obiettivi di permettere una popolarizzazione della cultura e una ripresa della vita accademica con corsi di alta cultura. L´apertura verso il popolo e l´impegno civile lo consacrano a personaggio di spicco nella comunità veneziana.

Monaco di Baviera: IIC – Dott.ssa Luisa Cigagna – “Giuseppe Jona – storia di un ebreo veneziano / Das Heldentum eines venezianischen Arztes am Vorabend der Shoah” (foto © ilsoleitaliano – G. A.)

Tuttavia questo non lo tutela dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938. Radiato dall’Ateneo Veneto, perde poi la libera docenza e viene in seguito depennato dall’Albo dei Medici. Sui muri della città appaiono scritte ingiuriose, il clima d´intimidazione cresce e le misure anti ebraiche si inaspriscono.

Jona è un ebreo ma si definisce un laico, un positivista. La sua è una religione civile, dedita all´impegno cittadino. Nonostante questo, il 16 giugno 1940 è nominato presidente della Comunità Ebraica di Venezia. La presente carica gli viene assegnata nel pieno delle leggi razziali, e Jona dimostra di essere un uomo non solo di valore, ma anche di estremo coraggio.

Dinnanzi alla richiesta del comando tedesco di consegnare nomi e indirizzi di tutti gli appartenenti alla comunità ebraica rimasti in città, Jona dopo un colloquio in prefettura in cui gli veniva ordinata la consegna dei documenti, ritorna a casa e decise di fare ciò che la Morale in quel momento gli impose di fare, quali che fossero le conseguenze personali.

Redige un accurato testamento, in cui veniva segnalata la volontà di lasciare gran parte dei suoi beni ad opere sociali e caritatevoli, brucia tutti i documenti e si inietta una dose mortale di morfina. Jona muore il 17 settembre 1943, salvando con la sua morte 1.200 ebrei veneziani.

Condividi:

Ultimi

spot_imgspot_img

Popolari

spot_imgspot_img

Articoli Correlati
Correlati

Indagini della Steuerfahndung, termine per l’accertamento

Una sentenza del Bundesfinanzhof mette ordine: la Steuerfahndung blocca la scadenza dei termini solo per i fatti che il contribuente può riconoscere come oggetto dell'indagine. Cosa cambia e cosa fare.

Baviera – Interpreti a scuola per parlare con gli insegnanti

Il governo bavarese risponde al Landtag: gli interpreti a scuola li organizza ogni istituto, lo Stato paga solo in poche decine di casi l'anno e un servizio unico non è previsto.

Matrimonio davanti al console in Germania con sposa che partecipa in video

Per la Corte d'appello di Bamberga conta che gli sposi siano sul posto e in contatto diretto con chi celebra. La decisione non è definitiva. Cosa vale per gli italiani che si sposano in Germania.

Hauptbahnhof di Monaco affollato, il Comune: la responsabilità è della Deutsche Bahn

Dopo le due calche di maggio e giugno alla stazione centrale, il KVR risponde al Consiglio comunale: nessun intervento dei soccorsi, la sicurezza spetta alla Deutsche Bahn.