Le Acli e il loro ruolo. Intervista a Ulrike Thomann, Responsabile Patronato Acli Friburgo

Friburgo: discorso responsabile Patronato ACLI Ulrike Thomann
Friburgo: discorso responsabile Patronato ACLI Ulrike Thomann

Friburgo in Brisgovia. Le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (ACLI) nascono nell’estate del 1944, quando sul finire della 2’ guerra mondiale vengono fondate le prime organizzazioni sindacali (sempre nel 1944 viene istitutita la Cgil unitaria). A 70 anni dalla loro fondazione, le Acli sono presenti con oltre 500 sedi su tutto il territorio italiano, a cui si aggiungono 84 uffici esteri. Tra questi il Patronato ACLI Friburgo, dal 1974 attivo sul territorio. Da quando cioè la signora Teresa Baronchelli ha deciso di fondare nella città badese una piccola sede, almeno a quei tempi, di questa associazione. Sono passati 40 anni da allora e la signora Baronchelli rimane una colonna portante del Patronato, ma a fianco a lei molti altri volontari, che con pazienza e costanza portano avanti lavori e progetti importanti per la comunità migrante italiana.

Durante il fine settimana appena trascorso, la ACLI Friburgo ha festeggiato il 40’ anniversario della sua fondazione, ricordando il passato, riflettendo sul presente, immaginando con occhi decisi il futuro. Dell’associazione, ma anche e soprattutto delle molte persone che quotidianamente chiedono aiuto e consiglio ai suoi volontari.

Festeggiamenti che si sono aggregati, nella giornata di sabato, alle manifestazioni contro la legge di stabilità, che in Italia hanno coinvolto oltre 200 sedi ACLI. Dai primi di novembre, infatti, è stata attivata la petizione “No ai tagli ai Patronati”, una raccolta firme affinché il governo modifichi la sua decisione di apportare un taglio di 150 milioni alle risorse dei Patronati.

I progetti, i servizi, i rapporti con le istituzioni, il volontariato. Ilsoleitaliano ha incontrato Ulrike Thomann, responsabile del Patronato ACLI Friburgo, ecco cosa ci ha raccontato.

Qual è il ruolo delle Acli oggi?
Le Acli un tempo seguivano la migrazione e offrivano i loro servizi a coloro che ne avevano bisogno, che parlavano questa lingua, quindi era rivolto agli italiani. Noi oggi giorno, nonostante parliamo ancora italiano, e che le persone che vengono nei nostri uffici cominciano immediatamente a parlare italiano, non intendiamo più il nostro servizio solo rivolto a chi è di questa provenienza, ma a chiunque viene da noi a chiedere una consulenza.
Da noi arrivano molte persone che dall’Italia si spostano in Germania, e abbiamo notato proprio nell’ultimo tempo un afflusso maggiore di persone che vengono dall’Albania, oppure dal Marocco, dalla Tunisia, che sono arrivate in Italia, hanno passato lì un certo periodo e adesso in seguito alla crisi economica, stanno continuando la migrazione verso il nord. Certamente il fatto che offriamo un servizio in una lingua non tedesca, per chi arriva qui e non padroneggia ancora la lingua è molto utile, in quanto rispondiamo alle richieste più diverse. Penso sia questa la differenza maggiore, da allora e oggi.

Quindi un tempo i vostri servizi erano più utilizzati da italiani, adesso ci sono persone di nazionalità diverse.
Esatto, sebbene il veicolo sia sempre la lingua, cioè la possibilità di esprimersi, di farsi comprendere, di poter articolare una domanda affinchè venga compresa e soprattutto poter accogliere una risposta che uno possa capire, che mette la persona nelle condizioni di seguire un certo itinerario, oppure essere informata sui propri diritti, affinchè poi negli uffici quando si incontrano le istituzioni tedesche non sia completamente disorientato.

A tale proposito, quali sono i progetti portati avanti dal patronato? E quali sono i rapporti con le istituzioni locali?
Noi teniamo moltissimo ai rapporti con le istituzioni tedesche, nonostante pensiamo di vivere un certo anacronismo in questo fatto di essere un’associazione italiana dedicata agli italiani. Ed è per questo che vogliamo aprirci, che vogliamo utilizzare mezzi di comunicazione contemporanei, come i social network, e ci stiamo attrezzando per questo. Siamo rimasti l’unico servizio di consulenza in lingua per un determinato gruppo nazionale e il nostro sforzo è che, in realtà, non sia solo questo… Che possiamo essere utilizzati dalle strutture tedesche anche per altro e mettiamo a disposizione la nostra esperienza di accoglienza della migrazione.

Friburgo - giubileo ACLI: intervento  del sindaco Ulrich von Kirchbach
Friburgo – Giubileo ACLI: intervento del sindaco Ulrich von Kirchbach

La ACLI Friburgo si è sempre occupata di molti ambiti: formazione, corsi di lingua, scuola dell’obbligo, assistenza, tutela, formazione professionale,… E questo è stato un vantaggio e uno svantaggio insieme, di essere stati sempre così vari, perché chi usufruiva dei nostri servizi poteva rimanere dentro le nostre mura e non doveva entrare nella società tedesca, ma in questo modo non si integrava, e questo ha di fatto bloccato l’emancipazione della migrazione italiana per un certo periodo. Quindi il nostro intento qui oggi lo leggiamo in questo modo, che sia cioè molto importante aprirsi, mettere in condizione le persone di essere autonome e articolare con loro degli obiettivi. Per questo collaboriamo con l’ufficio di integrazione-migrazione, con l’Agentur für Arbeit, con il Job Center. Ad esempio la nostra collaborazione con l’ufficio integrazione-migrazione è formulare progetti insieme alle altre comunità straniere di Friburgo. L’anno prossimo, ad esempio, ci saranno le elezioni della Commissione cittadini stranieri, e siccome c’è una bassa partecipazione al voto perché è una rappresentanza dentro al consiglio comunale di Friburgo, con loro cerchiamo di portare avanti un progetto per cercare di stimolare la partecipazione, recandoci in tutte le altre associazioni.

Il rapporto invece con le istituzioni italiane che sono sul territorio, quindi ad esempio il Consolato, il Comites.

Quello che noi vediamo, anche ora che abbiamo diffuso la notizia che ci sono le rielezioni dopo 6 anni di ritardo del Comites, è una non-conoscenza, che cos’è lo strumento Comites? E non lo ascriviamo all’ignoranza delle persone, ma alla mancanza di presenza di questa istituzione nella vita delle persone e qui bisogna chiedersi il perché non è conosciuto, perché non è uno stumento utilizzato e visto come qualcosa di utile. Però nonostante questa critica, siamo dell’idea che bisogna dare vita a questa istituzione, visto che esiste ancora, che è uno strumento delle associazioni, delle persone che portano le loro idee, il loro impegno, i loro obiettivi, allora utilizziamolo. Dall’associazione Acli ci sono sempre stati candidati per il Comites e anche quest’anno ci sono, infatti abbiamo fatto anche noi una campagna. Vorremmo che venisse riattivato affinché le persone possano davvero conoscerlo e utilizzarlo, che sia una cosa vitale.

Con il consolato abbiamo un ottimo rapporto, riusciamo infatti a collaborare e ad aiutarci reciprocamente, in un momento molto intenso per la migrazione italiana in Germania. Senza questo lavoro di scambio probabilmente non riusciremmo ad aiutare tutte le persone che raggiungono sia gli uffici consolari, che la nostra associazione. La cultura d’accoglienza è estremamente importante, perché sono momenti difficili, sebbene sia l’Europa, sebbene sia vicino, resta comunque uno shock. Intanto l’isolamento linguistico, poi l’estraniazione… Per comprendere una società, muovercisi dentro, trovare i propri spazi, spazi non solo di adeguamento, ma anche di espressione, dove uno si immette, ci vogliono questi momenti di accoglienza e di incoraggiamento, in cui uno non è solo ridotto all’adeguamento e all’espletamento dei bisogno primari.

L’associazione Acli svolge attività senza fine di lucro e proprio il volontariato è stato l’argomento principale del convegno. Perché il volontariato è così importante e come si inserisce nella società di oggi?
Penso che il volontariato sia una bella espressione dell’essere umano di trovarsi con degli obiettivi disinteressati. Le Acli sono arrivate in Germania 55 anni fa, a Friburgo nel ’74, la questione oggi è la comunicazione tra diverse generazioni, un’ascoltarsi all’altezza, reciprocamente e non anteporre dei pregiudizi. Vedere quali sono gli obiettivi comuni e quali le esigenze di ciascuno, che necessariamente saranno diverse, ma non per contrapporle, per vedere insieme cosa fare. E questo è venuto fuori anche oggi.

Friburgo – Giubileo ACLI: pubblico presente
Friburgo – Giubileo ACLI: pubblico presente

Erano presenti più persone anziane che giovani, questo è un dispiacere ed è stato chiesto alle persone giovani presenti come loro pensano che si possa ovviare a questo e loro hanno detto che gli piacerebbe potersi radunare attorno all’articolazione di qualche obiettivo concreto, avere degli spazi propri, non inserirsi in qualcosa di già definito, ma creare qualcosa dall’inizio. E noi certamente cercheremo di dare seguito alle loro esigenze. Un’altra osservazione importante è stata che loro non vogliono restare solo fra i italiani, ma vogliono davvero cogliere la mobilità di oggi, entrare in contatto con nazionalità diverse.

Nella nuova Legge di Stabilità sono previsti 150 milioni di tagli al Fondo patronati e, proprio oggi (sabato 15 novembre), in più di 200 piazze italiane si manifesta contro questa eventualità. In che modo questo provvedimento danneggerebbe il lavoro dell’Acli e dei patronati?
In realtà noi non vogliamo vedere soltanto i tagli ai patronati, ma anche alla sanità, alla formazione, in quanto li riteniamo altrettanto gravi. Quindi è un po’ difficile mettersi in concorrenza contro i tagli in ambiti così importanti. È chiaro, i tagli ai patronati ci colpiscono direttamente, ma guardiamo ad essi in generale. Bisogna poi fare anche un’altra considerazione, uno potrebbe anche pensare che una certa parte del lavoro dei patronati, dei servizi di consulenza, potrebbe essere obsoleto se le istituzioni italiane funzionassero meglio.
Quindi potrebbero andare bene i tagli, ma allora ci dovrebbe essere la controparte di un migliore funzionamento dei servizi, per cui ad esempio l’Inps non può funzionare solo telematicamente, hanno deciso di chiudere molti sportelli, ma questo per le persone anziane ad esempio è impossibile. Inoltre anche molti giovani, che non hanno problemi con l’uso del computer, hanno chiesto il nostro aiuto, perché il servizio non funziona. Addirittura ci sconsigliano a noi all’estero di fare le domande con l’inserimento automatico all’Inps, ma di farlo ancora via raccomandata. Quindi i tagli, se sono giustificati, se la burocrazia si semplifica, si mettono le istituzioni a disposizione delle persone, per noi sono giusti, ma nella situazione attuale non vediamo questo sforzo da parte del governo, perché sono state fatte scelte politiche che non vanno in quella direzione, quindi purtroppo non siamo ottimisti. Per questo pensiamo che i tagli siano in questo momento solo a danno delle persone e facciamo presente che l’Inps ha risparmiato 652milioni grazie all’operato del patronato, non solo in Italia ma anche all’estero. Il danno sarà veramente grave, se questa legge dovesse passare.

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