Diversamente abile: Viaggio a Monaco: Tutto ok, anzi no.

Diversamente abile: Viaggio a Monaco: Tutto ok, anzi no.
Diversamente abile: Viaggio a Monaco: Tutto ok, anzi no.

Questa è la storia di Stefano. Una storia che lui stesso ha raccontato sulla pagina di Diversamenteagibile.it

Stefano ha una disabilità fisica che lo costringe su una carrozzella azionata da lui stesso tramite un micro joystick che muove con le labbra. Un problema di grave handicap che, però, non gli ha impedito di organizzarsi una vacanza da solo a Monaco di Baviera. Solo che, a differenza di altri, ha incontrato qualche problema con le barriere architettoniche. Questa è la sua testimonianza, trovata sul web e che chi scrive ha deciso di raccontare a sua volta perché pensa che sia una testimonianza importante.

“Era da tempo che non facevo più un viaggio, soprattutto non avevo mai fatto una vacanza muovendomi soltanto ed esclusivamente con i mezzi pubblici. Questa volta ho voluto strafare.
Come prima esperienza ho scelto la Germania, in primo luogo perché la conosco già ed in secondo luogo perché non ho mai trovato grosse difficoltà in quel paese dove ho sempre avuto un buon impatto con le barriere architettoniche in genere – ha scritto Stefano sulla pagina web di Diversamenteagibile.it – Primo passo importante è stato quello di organizzare il viaggio in treno. Che ho prenotato con circa un mese d’anticipo tramite la DB Italia (le ferrovie germaniche), poi ho consultato vari siti dove si parlava di handicap e accessibilità. Dopo essermi fatto un quadro abbastanza chiaro della situazione, tutti mezzi pubblici vengono dati come accessibili, mi sono dedicato alla scelta dell’albergo.

La mia ricerca si è subito spostata su tre o quattro strutture che sembravano accessibili. L’unica struttura che probabilmente lo era in maniera completa non aveva la disponibilità di camere brunnenhof.de . L’albergo da me scelto muenchen-zentrum era si “behindertengarecht” ma non certamente adatto a me! Innanzitutto appena entrato mi sono accorto che nonostante io avessi prenotato una stanza doppia, c’era un solo letto singolo, poi sotto questo letto c’era talmente poco spazio (anche se dalle foto sembrava più alto) che non sarebbero passate le gambe del sollevatore”. Un primo impatto con la città non proprio facile. Però Stefano non si arrende di certo.

Ora però, grazie a questa esperienza ho anche capito la differenza – ha continuato a raccontare – che fanno i tedeschi tra “behindertengarecht” e “behindertengeeignet” o “rollstuhlgeeignet”, che se vogliamo tradurre letteralmente in italiano hanno lo stesso significato, ma per loro no, per loro c’è una differenza sostanziale. , infatti il primo significa adatto anche ai disabili, il secondo invece significa per disabili!

I mezzi pubblici: come vi dicevo prima, tutti i mezzi pubblici vengono dichiarati accessibili www.mvg-mobil.de, se non accessibili al 100% si parla di percentuali molto elevate, attorno al 70-80%. Io, dopo la mia esperienza, avrei molto da ridire. Un esempio su tutti: la U-bahn, ovvero il metrò. Consultando il loro sito, soltanto su tre stazioni dichiarano degli scalini tra banchina e treno rispettivamente di 2,12 e 20 cm. Uno, leggendo queste cose si immagina che tutto il resto sia liscio come l’olio… errore! Tutte le stazioni sono sì accessibili, peccato però che una volta arrivati davanti al treno della metro ci si incontri con uno scalino sicuramente superiore ai 10 cm”.

Però, però…qualche nota meno problematica c’è nel suo racconto. “Con il tram invece si ragiona già un po’ meglio – dice infatti – . Sono dotati quasi tutti di una piattaforma sulla parte anteriore del tram, una piattaforma che ha a sua volta un’altra piccola piattaforma che si estende verso l’esterno, al termine della quale c’è una rampetta. Questa rampetta però è piuttosto ripida, quindi ogni volta per salirci dovevo prendere un minimo di rincorsa ed in più farmi dare una spintarella… però riuscivo a salirci e già questa è una soddisfazione. Gli autobus sembravano tutti accessibili con rampe manuali sulla porta centrale. Peccato però che gli autobus in centro città ne girano pochi visto che i monacensi hanno puntato tutto il servizio pubblico sui tram e sulla metro, eventualmente gli autobus si trovano sulla fascia periferica.

Un’altra cosa che mi ha abbastanza sconvolto è la non accessibilità di almeno il 90% dei negozi, locali pubblici, caffè, eccetera della periferia! Mentre al centro è tutto perfetto dove puoi entrare, uscire, trovare bagni e tutto quello che vuoi, in periferia (ma neanche tanto periferia poi, basta 1 km) la musica cambia completamente! Ogni ingresso ha almeno uno scalino che, se ti va bene, rimane sotto i 15 cm! Troppo, troppo deludente!
Quindi se volete visitare Monaco, o diventate tedeschi anche nella vostra attrezzatura ortopedica, oppure è meglio organizzarsi prima.

Stefano.

Un articolo dettagliato questo di Stefano, che abbiamo voluto riprendere e far conoscere anche ai nostri lettori perché può continuare a tenere accesi i riflettori sul mondo della disabilità e portare alla luce storie e problemi che vanno raccontati .

Angela Rossi

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