Assistenza agli anziani: servizi e possibilità a Monaco

Monaco: assistenza agli anziani: servizi e possibilità
Monaco: assistenza agli anziani: servizi e possibilità

Monaco: Il problema dell’assistenza agli anziani è crescente in Germania così come in Italia. Secondo una recente ricerca della fondazione Münchner Stift, la percentuale degli anziani stranieri a Monaco supera il 20%, ma la percentuale degli anziani stranieri all’interno delle case di riposo è bassissima e arriva al 2-3%. Da qui le domande: come vengono seguiti questi anziani? Da questa constatazione è nato un nuovo progetto, l’“Interkulturelle Öffnung der Pflege in München” che ha come scopo principale quello di fornire più informazioni possibili in lingue diverse sui servizi presenti in città a cui possono accedere gli anziani stranieri. Presentazioni in greco, turco e altre lingue vengono organizzate regolarmente e lo scorso 28 gennaio si è svolto l’incontro in italiano presso la Comunità Cattolica Italiana nella Lindwurmstraße 143.

Insieme alla Dottoressa Norma Mattarei, responsabile della Caritas di Monaco, abbiamo cercato di esaminare i principali servizi di assistenza.
L’assistenza a domicilio si rivolge a chi sta relativamente bene ma ha bisogno di aiuto sanitario o nelle faccende domestiche come cucinare, pulire e fare la spesa. In questo caso per ottenere un infermiere bisogna fare domanda al proprio medico. La Pflegeversicherung, che fa parte della Krankenkasse, invia a casa un assistente del Comune per una diagnosi specifica sulle esigenze della persona. Ci sono tre livelli, che in tedesco sono chiamati “Pflegestufe” 1, 2 e 3 in base al grado di necessità richiesto. I costi del servizio variano da caso a caso e sono individuati dalla Pflegeversicherung in base al reddito della persona.

In caso di serie difficoltà economiche, i costi sono coperti dalla Krankenkasse. Se invece è un familiare a volersi occupare della persona, questi può fare domanda per essere retribuito al posto di un infermiere esterno.

“Spesso si dimentica che assistere un anziano a tempo pieno è logorante” spiega la Dott.ssa Mattarei, “soprattutto perché sono i figli già ormai sessantenni ad occuparsi dei genitori anziani. Il lavoro di assistente è fisicamente e psicologicamente pesante e anche i figli hanno bisogno di staccare la spina ogni tanto. Per questo motivo esiste la Kurzzeitpflege, una struttura che ospita anziani per brevi periodi di tempo che vanno dalla giornata intera fino a qualche giorno.”

Infine c’è la casa di riposo: si cerca sempre di fare rimanere il paziente a casa il più a lungo possibile, ma quando si ha bisogno di un’assistenza medica continua, la casa di riposo diventa spesso una soluzione senza alternative. A Monaco ci sono circa cinquanta strutture comunali oltre a quelle completamente private.

Per quanto riguarda le strutture comunali, le stanze sono singole o doppie e il tempo di attesa è abbastanza rapido: va tra le due e le quattro settimane. Ci si può prenotare in diverse case di riposo e prendere quella che si libera per prima. Oltre alla Münchner Stift ci sono diverse organizzazioni come la Caritas e la Rotes Kreuz che gestiscono altre case di riposo.

È possibile arredare le camere con i propri mobili. Il costo standard al mese ammonta a €3.000 per le strutture comunali. Un terzo del pagamento spetta al paziente, un terzo alla Pflegeversicherung e un terzo al Comune, tramite la Sozialhilfe.  In questo caso però vengono interpellati anche i famigliari più stretti del paziente e, se dispongono di alto reddito o di seconde case, anche a loro viene chiesto di contribuire attivamente. I controlli di redditi e patrimoni sono precisi e possono essere soggetti a critiche e insoddisfazioni. La Sozialhilfe prima di intervenire economicamente chiede che il paziente consumi tutto ciò che ha, quindi che si liberi (venda o affitti) i propri immobili.
È da sottolineare che ogni caso viene esaminato singolarmente e che le condizioni variano di volta in volta.

Questo progetto, pensato per informare i cittadini stranieri nelle loro rispettive lingue di origine, ha come obiettivo quello di fornire le stesse possibilità a tutti e di dare libertà di scelta. Per far fronte al possibile rischio di emarginazione dell’anziano straniero in casa di riposo (è scientificamente dimostrato che, con l’avanzare dell’età, si dimentica la seconda lingua e si ritorna a parlare soltanto la propria madrelingua) si sta pensando a riunire in una struttura più pazienti che condividono la stessa cultura. Oltre alla lingua, potranno ricevere un menu più rispettoso dei loro valori e della loro religione.

Infine, per la scelta su quale struttura sia la più idonea, ci si può prenotare alle visite guidate di gruppo.
In questo ambito ci sono anche prospettive lavorative per i giovani in cerca di occupazione: nel personale mancano assistenti che sappiano il turco, l’italiano, il greco, o l’arabo.

Per ulteriori informazioni sui servizi e le visite guidare è possibile contattare la Dott.ssa Mattarei, responsabile della Caritas a Monaco: norma.mattarei@caritasmuenchen.de