Dal 1° gennaio 2027 finisce per molte imprese il periodo in cui si possono ancora emettere fatture su carta o in PDF verso altre imprese. Il ministero federale delle Finanze ha pubblicato il 15 ottobre una nuova circolare con regole pratiche e tolleranze sulla fattura elettronica obbligatoria (BMF-Schreiben del 15 ottobre 2026, III C 5 – S 7287-a/00019/021/017). Riguarda da vicino artigiani, ristoratori, liberi professionisti e piccole imprese italiane a Monaco.
In breve
- Chi riguarda: le fatture tra imprese con sede in Germania (B2B). Le fatture ai privati non cambiano.
- Cosa conta: una e-fattura è un file strutturato (per esempio XRechnung o ZUGFeRD). Un PDF inviato per email non è una fattura elettronica.
- Ricevere: dal 2025 tutte le imprese, anche i Kleinunternehmer, devono già poter ricevere e conservare e-fatture.
Le scadenze
- Fino al 31 dicembre 2026: tutti possono ancora emettere fatture cartacee o PDF.
- Fino al 31 dicembre 2027: la proroga vale solo per chi nel 2026 ha avuto un fatturato complessivo fino a 800.000 euro.
- Sempre esclusi: le fatture fino a 250 euro e quelle dei Kleinunternehmer, che non devono emettere e-fatture.
- Fino al 30 giugno 2030: restano alcune tolleranze, per esempio per i lavori edili e per gli atti della pubblica amministrazione che valgono anche come fattura.
Le novità della circolare
- Descrizione della prestazione. Tipo, quantità e contenuto vanno indicati nella parte strutturata della e-fattura. Diciture generiche come «consulenza» spesso non bastano e un semplice rinvio al contratto non è sufficiente. Una descrizione insufficiente può costare al cliente la detrazione dell’IVA.
- Allegati. Dettagli come i fogli ore si possono inserire in un allegato incorporato nel file. Un documento separato nella stessa email non basta.
- Lavori edili. Basta indicare i singoli lavori con il loro importo, con il dettaglio in un allegato leggibile.
- Acconti. Le fatture d’acconto emesse legittimamente su carta prima dell’obbligo non vanno rifatte in formato elettronico.
- Cliente non riconoscibile come impresa. Se il fornitore non sa, e non può sapere con la normale diligenza, che il cliente è un’impresa, non gli viene contestata la mancata e-fattura. È il caso tipico di negozi e ristoranti.
- Errori tecnici. La validazione del file non è un requisito della fattura e lo Stato non offrirà uno strumento per farla. Un errore tecnico conta solo se riguarda un dato obbligatorio.
Cosa rischia chi sbaglia
Per il ministero, emettere una fattura cartacea quando è obbligatoria quella elettronica non è un illecito amministrativo ai sensi del § 26a UStG. La fattura però non è regolare: il cliente può perdere la detrazione dell’IVA e chiedere una nuova fattura, e la questione può emergere in una verifica fiscale.
Cosa fare
- Controllate il vostro fatturato 2026 per sapere se dovete passare alla e-fattura dal 2027 o dal 2028.
- Chiedete al vostro commercialista (Steuerberater) o al fornitore del software se il programma di fatturazione produce file XRechnung o ZUGFeRD.
- Comunicate ai fornitori l’indirizzo email a cui ricevere le e-fatture.
- Rivedete le descrizioni standard delle vostre prestazioni: devono essere precise.
Cosa succede ora
Il ministero aggiornerà di conseguenza le istruzioni applicative sull’IVA (Umsatzsteuer-Anwendungserlass). Restano aperti alcuni punti, come il trattamento delle prestazioni eseguite nel 2026 ma fatturate nel 2027.
Fonti: Bundesministerium der Finanzen, BMF-Schreiben del 15 ottobre 2026 «Ergänzende Regelungen zur obligatorischen elektronischen Rechnung»; § 14 e § 27 Abs. 38 UStG.
Aggiornato al: 19 ottobre 2026


