Chi lavora in Germania distaccato da un’azienda di un altro Paese UE, con la famiglia rimasta a casa, spesso dà per scontato di poter chiedere il Kindergeld tedesco, almeno come differenza rispetto all’assegno del proprio Paese. Una sentenza del tribunale tributario di Norimberga, pubblicata il 16 ottobre, dice di no (FG Nürnberg, 2 gennaio 2025, 3 K 222/23).
Il ricorrente, cittadino rumeno, era assunto da un datore di lavoro polacco e assicurato in Polonia. Dall’ottobre 2022 all’agosto 2024 ha lavorato in Germania in distacco, con il certificato A1 che attesta l’applicazione della legislazione polacca. Viveva in Germania; moglie e figli in Romania, dove la madre non lavorava e riceveva le prestazioni familiari rumene. La Familienkasse gli ha negato il Kindergeld e il tribunale le ha dato ragione.
Come si é arrivati a questa conclusione:
- L’A1 decide la legge applicabile. Per il regolamento europeo 883/2004 il lavoratore distaccato resta soggetto alla legislazione dello Stato da cui è inviato, fino a 24 mesi. Il certificato A1 vincola anche il giudice tedesco.
- Il lavoro viene prima della residenza. Quando più Stati devono prestazioni familiari, ha la priorità quello in cui si lavora (art. 68 del regolamento). In questo caso la Polonia.
- Niente differenza dalla Germania. Il diritto tedesco nasceva solo dalla residenza del padre in Germania. Per il regolamento, un diritto che nasce solo dalla residenza non dà diritto al supplemento differenziale per figli che vivono in un altro Stato.
Il tribunale non ha ammesso la revisione alla Corte federale delle finanze (BFH) e non ha ritenuto necessario chiedere alla Corte di giustizia UE. Per i mesi in cui la differenza era già stata pagata non vale l’affidamento. Risulta un procedimento davanti al BFH. La decisione è del 2025 ma è stata pubblicata solo ora.
Lo stesso schema vale per chi lavora a Monaco distaccato da un’azienda italiana, con A1 italiano e figli che vivono in Italia. In questo caso la competenza principale per le prestazioni familiari dovrebbe essere dell’Italia, con l’assegno unico, e la Germania non pagherebbe la differenza.
Diverso è il caso di chi è assunto da un datore di lavoro tedesco e paga i contributi in Germania: allora la Germania è competente per il lavoro e il Kindergeld spetta, anche per figli che vivono in Italia, a certe condizioni. Diverso ancora se i figli vivono con il genitore a Monaco.
Per quanto riguarda gli italiani che lavorano a Monaco con A1 italiano e con i figli che vivono in Italia:
- Controllate il vostro certificato A1: indica quale Stato è competente per la sicurezza sociale.
- Se siete distaccati dall’Italia, chiedete all’INPS o a un patronato se l’assegno unico spetta per i figli in Italia.
- Se avete già ricevuto Kindergeld durante un distacco, conservate le comunicazioni della Familienkasse: nel caso di Norimberga il tribunale ha escluso l’affidamento per i mesi già pagati.
- Per una domanda in Germania vale il modulo della Familienkasse, con l’allegato per i casi con l’estero (Anlage Ausland).
Fonti: Finanzgericht Nürnberg, sentenza del 2 gennaio 2025, 3 K 222/23 (Bayern.Recht, pubblicata il 16 ottobre 2026); regolamenti (CE) 883/2004 e 987/2009; § 62 EStG.
Aggiornato al: 19 ottobre 2026


