Chi vive in Germania con un genitore che lavora oltre confine conosce bene la parola Differenzkindergeld. Il Bundesfinanzhof (BFH), il massimo tribunale tributario tedesco, ha fissato un principio che vale per molte famiglie divise tra due Stati.
Con la sentenza III R 37/23 del 9 luglio 2026, resa nota l’8 ottobre (comunicato stampa n. 56/26), i giudici di Monaco hanno deciso il caso di una famiglia tedesca con tre figli. La madre, che non lavorava, viveva in Germania con i bambini. Il padre lavorava in Svizzera, dove aveva un secondo domicilio, e rientrava a casa nei fine settimana. Per i figli la Svizzera versava un assegno cantonale di 200 franchi al mese ciascuno. Il padre pagava le tasse su quell’assegno e nella dichiarazione svizzera godeva anche di una deduzione di 10.300 franchi per figlio. La controversia riguardava gli anni dal 2013 al 2016, ma il principio stabilito vale anche oggi.
Chi paga per primo
Il regolamento europeo n. 883/2004, che si applica anche alla Svizzera, coordina le prestazioni familiari tra gli Stati. Il diritto che nasce da un lavoro prevale su quello che nasce dalla sola residenza. Se un genitore lavora all’estero e l’altro non lavora, paga per primo il Paese in cui si lavora. La Germania, Paese di residenza, aggiunge solo l’eventuale differenza, se il suo Kindergeld è più alto. Se invece lavorano entrambi i genitori, in due Paesi diversi, paga per primo il Paese in cui vivono i figli.
Cosa si sottrae
Su questo punto il BFH è netto. Dal Kindergeld tedesco si sottrae l’assegno estero al lordo, anche se su quell’assegno il genitore ha pagato le tasse. La deduzione fiscale estera per i figli invece non conta: è un vantaggio fiscale e non una prestazione familiare nel senso del diritto europeo.
Perché interessa le famiglie italiane
Il caso riguarda la Svizzera, ma il regolamento è lo stesso che coordina il Kindergeld con l’Assegno unico e universale italiano. E da quest’anno la questione è molto più concreta. Con la Legge 50/2026 l’Italia ha eliminato il requisito di residenza: dal 21 aprile 2026 l’Assegno unico spetta anche ai lavoratori europei occupati in Italia con figli residenti in un altro Stato UE. Le istruzioni sono nella circolare INPS n. 81/2026. Prima i figli residenti all’estero erano esclusi dal calcolo. Ora una famiglia con un genitore che lavora in Italia e figli residenti in Baviera può trovarsi ad avere diritto a entrambe le prestazioni. Vale la stessa logica: un Paese paga per primo, l’altro integra la differenza. Seguendo il ragionamento del BFH, le detrazioni fiscali italiane per i figli non dovrebbero essere sottratte dal Kindergeld.
Cosa fare in pratica
- Indicate sempre alla Familienkasse le prestazioni familiari ricevute all’estero, con importi e periodi.
- Conservate i provvedimenti di concessione esteri: per il calcolo servono gli importi lordi.
- Se la Familienkasse ha sottratto anche vantaggi fiscali esteri, si può valutare un ricorso (Einspruch) entro un mese dalla notifica della decisione.
Nel 2026 il Kindergeld tedesco è di 259 euro al mese per figlio. Il disegno di legge del governo sulla riforma fiscale 2027 prevede di portarlo a 267 euro dal 2027 e a 272 euro dal 2028.
Fonti
Aggiornato al 17 ottobre 2026


