Elezioni COMITES. Cosa sono e cosa fanno

COMITES: Cosa sono e cosa fanno
COMITES: Cosa sono e cosa fanno

Cosa sono i COMITES? Ebbene, per tutti voi che risiedete all’estero sappiate che questi organismi vi rappresentano e che, se volete, potete eleggerne i rappresentanti.

Istituiti nel 1985, i COMitati degli ITaliani all’EStero sono enti rappresentativi della collettività italiana, i cui membri vengono eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero. Insomma, vivi in una circoscrizione consolare con più di tremila italiani, iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE)? Allora sappi che oltre all’ufficio consolare, è presente nella tua zona di residenza anche un Comites. E questo, presto, verrà rinnovato. Secondo infatti una legge dell’agosto 2014, entro il 19 dicembre di quest’anno tutti i comitati degli italiani residenti all’estero devono essere rinnovati. Se sei quindi italiano e sei a tua volta registrato presso l’AIRE (questa iscrizione deve essere avvenuta entro e non oltre il 19 giugno), allora puoi esercitare il tuo diritto di voto. A patto che tu ne faccia espressamente richiesta al tuo ufficio consolare entro il 19 ottobre utilizzando l’apposita domanda di iscrizione, che può essere scaricata sul sito internet di ogni Comites. Qui intanto quelli di Stoccarda e di Monaco.

I COMITES vengono eletti quest’anno dopo 10 anni e ben 3 rinvii, questo sebbene essi dovrebbero essere rinnovati ogni cinque anni. Essi sono composti da 12 o da 18 membri, a seconda del numero degli italiani residenti nella circoscrizione consolare. Nel mondo esistono in tutto 124 comitati, diffusi in 38 paesi, di questi più della metà si trova in Europa e 43 nelle Americhe, mentre i restanti si dividono tra Asia, Oceania e Africa.

Ma esattamente cosa fanno i COMITES e quanto ci costano?
Questi enti, nati per dare voce agli immigrati quando ancora non esisteva il voto all’estero, svolgono oggi un lavoro di tutela e di protezione dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione. Non solo collaborando con l’autorità consolare, ma anche con enti e associazioni locali affinchè si organizzino incontri, eventi e iniziative, che approfondiscano temi come l’assistenza sociale e scolastica, la formazione professionale, le pari opportunità, lo sport, il tempo libero. Spulciando tra i verbali online si nota che questi incontri sono abbastanza rari – tutto dipende da quanto sono attivi i singoli comitati – e solo eccezionalmente coinvolgono i cittadini. Vero è che i loro membri, compresi presidenti e consiglieri, non vengono remunerati, ma lo stato italiano, ovvero i suoi cittadini, ne pagano gli affitti delle sedi, le segreterie (eventuali segretarie regolarmente assunte) e le diarie. Spese che solo per l’anno 2013 raggiungono i 2,5 milioni di euro. A queste ultime, quest’anno si aggiungeranno i costi delle elezioni, pari a circa 9 milioni di euro.

Già da lungo tempo si riflette sul fatto che questi comitati siano realmente utili, da parte di molti c’è infatti l’idea che essi siano ormai organizzazioni obsolete, doppioni di consolati e circoscrizioni estere. Del resto gli italiani che effettivamente sanno della loro esistenza e che ne conoscono l’operato sono molto pochi e non sorprende affatto che i votanti siano ancora meno.

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