Europee 2014: i risultati al vaglio delle nuove regole

Europee 2014: applicazioni delle nuove regole
Europee 2014: applicazioni delle nuove regole

Questa elezione è stata particolarmente importante in quanto la prima tenutasi dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1 dicembre 2009). Tra i grandi cambiamenti portati da Lisbona c’era infatti una prima importante risposta alle lunghe polemiche sul “deficit di democraticità” dell‘Unione Europea, in particolare il Trattato dava un ruolo di maggiore incisività al Parlamento, e soprattutto rendeva l’elezione dei membri della Commissione Europea (organo centrale che ha il potere esclusivo di iniziativa legislativa) dipendente dall’approvazione del Parlamento Europeo, e quindi dal risultato elettorale.

Ciò significa che mentre prima il Presidente della Commissione veniva nominato più o meno “a porte chiuse” dai capi di stato e di governo degli Stati membri, oggi dev’essere scelto tra i candidati che le famiglie politiche del Parlamento Europeo hanno scelto.

Questa differenza, che sembra solo formale, è invece politicamente molto rilevante: mentre prima il Consiglio Europeo poteva scegliere senza particolari vincoli un Presidente della Commissione che fosse concorde e collaborativo con le linee politiche dettate dal Consiglio, oggi il Presidente può essere una persona estremamente indipendente e dettare l’agenda politica europea in maniera realmente “comunitaria”, ovvero indipendente dalle decisioni dei diversi Capi di Stato e di Governo dei singoli paesi.

Per questo motivo per la prima volta nella storia sono stati organizzati dibattiti pubblici tra i candidati per la presidenza e per questo motivo sarà interessantissimo seguire il dibattito sulla formazione di coalizioni all’interno del parlamento.

Al momento nessuno dei due partiti principali, l’EPP e il S&D hanno la maggioranza assoluta e quindi ciascuno sta cercando di formare delle alleanze con gli altri partiti europei per assicurare l’elezione dei rispettivi candidati: il lussemburghese Jean-Claude Juncker per i conservatori e il tedesco Martin Schulz per i socialdemocratici.

Per sapere quale futuro spetta a questa Unione Europea dovremo aspettare forse qualche settimana, intanto queste elezioni hanno acceso moltissime aspettative ed entusiasmi, soprattutto in chi crede che nell’unità e nella fratellanza che l’Unione Europea – pur con tutti i suoi difetti – rappresenta risieda il destino di noi tutti.

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