Frühstartrente: la pensione inizia a 6 anni

Lo Stato tedesco vuole aprire un piccolo salvadanaio per la pensione di ogni bambino. Venerdì 16 ottobre il Bundestag ha approvato la legge sulla Frühstartrente (letteralmente «pensione a partenza anticipata»), nella versione modificata dalla commissione Finanze. La decorrenza ufficiale è il 1° gennaio 2027, con la contestuale applicazione retroattiva dei fondi a partire dal 1° gennaio 2026 per i bambini idonei (Bundestag, Textarchiv; Drucksache 21/8606).

  • Chi riguarda: bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni con residenza principale in Germania. Si parte dai nati nel 2020; dal 2027 si aggiunge ogni anno chi compie sei anni.
  • Quanto: 10 euro al mese versati dallo Stato.
  • Fino a quando: i soldi restano investiti e di regola non si possono ritirare prima dei 65 o 67 anni.

Il criterio cardine per averne diritto è che il bambino sia residente in Germania (iscritto all’anagrafe tramite la regolare Anmeldung); non serve la cittadinanza tedesca. Quindi secondo il testo servono tre condizioni: il bambino deve avere tra i 6 e i 18 anni, essere registrato con la erster Wohnsitz (residenza principale) in Germania e avere il codice fiscale tedesco (Steuer-Identifikationsnummer).

Come funziona

  1. Con un contratto. I genitori aprono un deposito previdenziale per il figlio presso un fornitore (banca, società di investimento), anche online e senza consulenza obbligatoria. Lo Stato versa i 10 euro mensili ogni trimestre, in modo retroattivo. Fino all’inizio della pensione non si pagano costi di stipula o di distribuzione sulla parte statale.
  2. Senza contratto. Se i genitori non fanno nulla, i soldi confluiscono in un fondo collettivo federale gestito dalla Bundesbank, che dal 1° gennaio 2028 investe solo in azioni o fondi azionari globali. Il diritto si può spostare in seguito su un contratto individuale.
  3. Versamenti dei genitori. Sul contratto si possono aggiungere fino a 6.840 euro l’anno. Nel testo finale modificato dalla commissione Finanze e approvato il 16 ottobre 2026 è stato stabilito che i fornitori finanziari (banche, fondi, intermediari) potranno applicare costi di distribuzione e commissioni su questi versamenti aggiuntivi effettuati facoltativamente dai genitori.

I 10 euro dello Stato non sono reddito imponibile per la famiglia. I rendimenti non sono tassati fino al pagamento della pensione; a quel punto le prestazioni del contratto sono tassate come previdenza integrativa (§ 22 n. 5 EStG), esclusa la parte che deriva dalla Frühstartrente.

In caso di trasferimento della famiglia. Se il bambino non ha più la residenza principale in Germania (Abmeldung), per esempio perché la famiglia rientra in Italia, i versamenti si fermano alla fine di quel mese. Le somme già ricevute non vanno restituite finché il beneficiario è minorenne, e comunque non si recuperano importi fino a 120 euro. I soldi già versati restano sul contratto.

I soldi già accumulati sul contratto rimangono investiti nel deposito previdenziale (Altersvorsorgedepot). Il conto resta attivo e continua a generare rendimenti sui mercati azionari fino all’età pensionabile. I genitori possono continuare a monitorare il deposito online dall’Italia. Resta consentito effettuare versamenti privati facoltativi dall’estero (ad esempio tramite bonifico SEPA), ma questi non beneficeranno più delle agevolazioni fiscali tedesche destinate ai residenti. Il capitale resta rigidamente vincolato e sarà esigibile solo al compimento del 65° o 67° anno di età del beneficiario.

Quando arrivano i soldi e cosa fare

La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, ma si applica già per il 2026 alla coorte dei nati nel 2020: i primi accrediti sono attesi nel 2027 comprensivi dei 120 euro di arretrati. Per il Bund la spesa è di 198 milioni di euro nel 2027 e 411 milioni nel 2030.

  • Controllare che il figlio abbia la residenza principale registrata a Monaco e il codice fiscale tedesco (lo si trova sulla lettera del Bundeszentralamt für Steuern ricevuta dopo la nascita o la registrazione).
  • Decidere se aprire un contratto con un fornitore o lasciare i soldi nel fondo collettivo: non c’è una scadenza fissa per scegliere.

Fonti: Bundestag, Textarchiv kw42; Drucksache 21/7864 (disegno di legge del governo) e 21/8606 (relazione della commissione Finanze).

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