In Memoriam

Monaco: in memoria delle vittime della follia nazista
Monaco: in memoria delle vittime della follia nazista (foto Carmen Romano)

Monaco: quest’anno è un’occasione speciale per le celebrazioni della giornata della memoria, sono ben 70 anni da quando i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz vennero aperti, lasciando scoprire al mondo gli orrori che si erano verificati al loro interno.

L’Istituto Italiano di Cultura della città ha organizzato come ogni anno, in collaborazione con la Società per la Promozione della Cultura e delle Tradizioni Ebraiche e col Comites di Monaco, un evento in memoria delle vittime della follia nazista, concentrandosi in particolare sulle storie che hanno tristemente collegato l’Italia alla Germania dell’epoca. Ieri sera il tema trattato era quello della sopressione dei malati psichiatrici, sia in Baviera, presso l’ospedale di Kaufbeuren, sia in Italia, nell’ospedale di San Giovanni a Trieste.

Quest’ultimi fatti sono stati descritti dal Dott. Lorenzo Teresini, presidente della Società Italo-Tedesca per la Salute Mentale. Durante la sua attività come capo della psichiatria a Trieste e Merano, il Dott. Teresini è venuto a sapere della storia di 38 pazienti del San Giovanni che il 28 marzo del 1944 vennero portati via forzatamente dalle SS e portati alla Risiera di San Sabba, unico esempio di lager nazista in Italia, per poi incontrare la morte presso il campo di Auschwitz. La storia di questi pazienti è stata ricostruita tramite un attento studio degli archivi dell’ospedale che hanno rivelato le loro biografie: tutti erano di religione ebraica o si erano da poco convertiti al cristianesimo e la quasi totalità era stata ricoverata con una diagnosi depressiva, che si manifestava attraverso la „paura e il senso di persecuzione da parte di tedeschi e fascisti per la propria appartenenza alla comunità ebraica“. Diagnosi ridicole quindi e strumentali, funzionali solo all’eliminazione del capro espiatorio delle due dittature.

L’intervento del Dott. Michael von Cranach si è invece concentrato sul progetto di eutanasia nei confronti dei malati psichiatrici messo in azione dal governo nazionalsocialista a partire dal settembre del 1939, che ha portato alla morte di circa 70 mila persone, tra le quali 8mila bambini. Quello che il Dott. Cranach ha sottolineato è stato l’enorme lavoro di autoriflessione e ricerca operato da lui ed altri colleghi nei confronti dei rapporti tra nazionalsocialismo e psichiatri dell’epoca, causato in particolare sualla quasi assenza di moti di resistenza nei confronti di questo progetto. Nella sua narrazione si è anche concentrato sulle storie umane di alcuni pazienti dell’ospedale di Kaufbeuren e sull’esempio singolare dell’italiano Guglielmo Lippi Franceschini, medico psichiatra di Lucca, che venne ucciso dalle SS per aver – tra le altre cose – negato l’esistenza di pazienti di religione ebraica presso la sua struttura.

Gli interventi si sono alternati in una cornice musicale molto suggestiva, con pezzi – tra gli altri – di autori americani sullo Shabbat, eseguiti dal pianoforte di Hans-Christian Hauser, dal violoncello di Mirella Nagy e dalla bellissima voce del soprano Maria Anelli, che si era già esibita in altre occasioni presso l’Istituto Italiano di Cultura.

Abbiamo intervistato in conclusione la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Dottoressa Giovanna Gruber, che ha sottolineato l’importanza della presenza di giovani studenti dell’università e delle scuole alla conferenza. Il senso di questa giornata è proprio quello di rendere le nuove generazioni consapevoli degli avvenimenti del passato, in modo che stiano sempre all’erta per evitare che la tragedia si ripeta. Il messaggio centrale è quindi quello della Memoria non come un semplice rituale, ma come un’attività quotidiana, e la sala completamente piena – nonostante la tempesta di neve che ha rallentato molti mezzi pubblici – ci è sembrato proprio un bel segno in questa direzione.

La conferenza di ieri sera è stata organizzata anche per inaugurare la mostra del Dott. Cranach che rimarrà nelle sale al pian terreno dell’Istituto fino al 13 febbraio prossimo. L’Istituto Italiano di Cultura, per promuoverla e non concentrare il ricordo sulle vittime del nazionalsocialismo unicamente nella giornata del 27 gennaio, ha organizzato altri due eventi che si svolgeranno rispettivamente il 5 e l’11 febbraio prossimo. I dettagli sulle tematiche e sull’iscrizione agli eventi li trovate presso il sito dell’Istituto