Unificazione della tariffa sull’energia elettrica. Una questione che nasce dall’energia rinnovabile

Germania: questione dell'unificazione della tariffa sull'energia elettrica
Germania: questione dell’unificazione della tariffa sull’energia elettrica

Baviera. Una polemica in atto sull’attuale stato della distribuzione dell’energia elettrica investe in primo luogo anche la questione dell’unità territoriale, quanto meno in termini di equità e uguaglianza.

Investire sulla transizione energetica, ovvero il passaggio dall’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili a fonti rinnovabili, comporta anche costi aggiuntivi per gli utenti che usufruiranno della nuova tipologia energetica. Questo si ripercuote anche sulla distribuzione di queste spese extra, in quanto la suddivisione dei costi per l’abbandono dell’energia rinnovabile non è detto avvenga in modo equo.

I costi per l’approvvigionamento dell’energia risultano essere impari tra le varie regioni e anche il Bayerische Staatsregierung non si esime dal richiedere una uniformità nelle tariffe da pagare per usufruire della rete. Eppure questa richiesta non è accolta da tutte le aree territoriali in modo equo.

Attualmente due sono i principali fornitori di energia elettrica, la società Amprion e la Tennet, che mettono a disposizione sul territorio le infrastrutture per l’approvvigionamento energetico. Da un calcolo del ministero dell’economia di Monaco, risulterebbero disparità tra i costi che le varie regioni bavaresi dovrebbero sostenere per il rifornimento energetico. Se da una parte Altbayern e Franken verrebbero facilitati dalla riorganizzazione del sistema di gestione e approvvigionamento dell’energia, lo Schwaben invece ne verrebbe svantaggiato.

Soprattutto in seguito alla riforma sull’uniformità della tariffa sull’intero territorio federale, i clienti dell’azienda Tennent principalmente ne usufruirebbero, con un risparmio approssimativo di circa 140 milioni di euro in meno per anno. Le abitazioni e le aziende dello Schwaben, invece, i cui servizi vengono garantiti dalla società concorrente, si aspettano di sostenere un sovraccarico di 30 milioni di euro annuali.

I clienti privati dovrebbero pagare in futuro un costo extra di 20 o 30 euro annuali. Il canone per l’elettricità e il gas viene sommato con la bolletta della luce. Qui si possono già delineare grosse differenze con le aziende, ovvero clienti con grosse necessità di energia elettrica e che dunque verrebbero gravati di una cospicua bolletta. I grandi consumatori delle industrie, inoltre, devono trattare direttamente con gli esercenti come Amprion e Tennet. Quest’ultima, ad esempio, dovrebbe investire circa un miliardo di euro nella sua rete. Il canone da pagare risulterebbe essere così sproporzionatamente alto.

L’unificazione tariffaria pianificata e pensata, pertanto, come sostiene l’Industrie – Handelskammer für Schwaben «non è né efficiente in termini di costi e tanto meno è equa» – per questo motivo, nel caso rimanesse nei termini attuali, non verrebbe approvata. Un ulteriore tesi supportata dai sostenitori del no, è la questione della competitività. Con gli attuali alti costi dei contributi EEG, delle tasse e delle spese, con spese inique da dover sostenere, la competitività delle aziende dell’area Bayern-Scwhwaben ne risente già e con ulteriori questi aggiuntivi potrebbero essere minacciate le sedi delle industrie.

Una disparità che ha ragioni storiche e che deve essere al giorno d’oggi superata. Energiewende, o transizione energetica, contiene la parola Wende, che ha significato di “svolta”, un termine dai forti connotati storici. Si riferisce ovvero allo spartiacque del 1989 avvenuto nella storia tedesca con la caduta del muro di Berlino, sancendo la fine dei regimi comunisti dell’Est, la dissoluzione della DDR e la riunificazione con la Bundesrepublik.

Non dunque solo, sul tavolo delle proposte e trattative, la tematica sugli abbattimenti dei costi per l’energia nucleare, ma anche la questione di una unità nel segno della parità delle opportunità. Eppure, come ad esempio il caso dello Schwaben, critiche e disaccordi non mancano.

La strada deve essere ancora percorsa. Serve una proposta di legge da parte del Bundsregierung e un accordo tra tutti i Land. Nordrhein-Westfalen fa ancora resistenza e bisogna attendere le elezioni del parlamento regionale nel Rhein und Ruhr, storicamente la regione metropolitana la più importante dell’economia tedesca.

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