Matrimonio davanti al console in Germania, valido anche se una sposa partecipa in video

Due stranieri possono sposarsi in Germania davanti al console del loro Paese, senza passare dall’ufficio di stato civile tedesco? Sì, a certe condizioni. E se uno dei due non entra nell’edificio e partecipa in videochiamata dal marciapiede? Anche questo, secondo la Corte d’appello di Bamberga (Oberlandesgericht, OLG), può bastare. La decisione del 15 luglio 2026 è stata pubblicata il 29 ottobre nella banca dati della giustizia bavarese (OLG Bamberg, 12 Wx 2/25).

  • Il caso: due cittadini somali si sposano nel 2025 nell’ambasciata del loro Paese. La sposa resta fuori dall’edificio e risponde al console da una finestra aperta e in videochiamata.
  • La decisione: il matrimonio è valido e va trascritto nei registri tedeschi.
  • Non è definitiva: è stato presentato ricorso alla Corte federale di giustizia (BGH, XII ZB 374/26).

La storia

La sposa non era entrata in ambasciata perché aveva una procedura d’asilo in corso. Il console aveva chiesto a entrambi, davanti all’edificio, se volessero sposarsi, e aveva poi rilasciato il certificato. Quando la coppia ha chiesto di registrare il matrimonio in Germania, il tribunale di Coburgo ha detto no: per il diritto tedesco gli sposi devono essere presenti insieme, in persona. L’ufficio di stato civile ha impugnato la decisione e l’OLG gli ha dato ragione.

In Germania, di regola, ci si sposa solo davanti all’ufficiale di stato civile (Standesamt). L’articolo 13, comma 4, della legge introduttiva al codice civile (EGBGB) prevede un’eccezione: se nessuno dei due sposi è tedesco, possono sposarsi davanti a una persona autorizzata dallo Stato di cui almeno uno dei due è cittadino, nella forma prevista da quello Stato. Per l’OLG il requisito di sposarsi «davanti» a quella persona è rispettato se gli sposi sono sul posto e in contatto personale con chi celebra, anche se uno dei due è fuori dalla porta.

La stessa regola vale, in teoria, anche per due italiani, o per un italiano e uno straniero non tedesco, che volessero sposarsi davanti al console italiano. Se uno dei due è tedesco, invece, serve sempre lo Standesamt.

Nella pratica, la strada più comune passa dallo Standesamt. Il Consolato Generale di Monaco spiega che cosa serve:

  • Prima delle nozze: il certificato di capacità matrimoniale (Ehefähigkeitszeugnis), richiesto dallo Standesamt. Lo rilascia il Consolato a chi è residente nella circoscrizione e iscritto all’AIRE con lo stato civile aggiornato. Costa 6 euro e si chiede per posta.
  • Dopo le nozze: c’è l’obbligo di far trascrivere il matrimonio in Italia. Al Consolato va inviato l’originale dell’atto plurilingue: fotocopie e scansioni non sono accettate.
  • Il cognome: la legge italiana non prevede il cambio di cognome per matrimonio. Il Consolato invita a valutare con attenzione la scelta del cognome in Germania, per non trovarsi con due identità diverse nelle anagrafi italiana e tedesca.

La parola finale spetta al BGH. Fino ad allora la decisione di Bamberga è un precedente importante, ma non vincola gli altri tribunali. Chi pensa a soluzioni a distanza deve sapere che la videochiamata da sola, senza essere sul posto, non è stata messa in discussione: in questo caso la sposa era lì, a pochi metri.

Fonti: OLG Bamberg, decisione del 15 luglio 2026, 12 Wx 2/25; AG Coburg, decisione del 3 dicembre 2025, 13 III 15/25; EGBGB, art. 13, comma 4; Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera, pagina «Matrimonio in Germania».
Aggiornato al: 03 novembre 2026

© Il Sole Italiano – Riproduzione riservata

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