Monaco di Baviera. Un cartello all’ingresso: «Chi entra accetta il nuovo prezzo». Per la Corte d’appello di Monaco (Oberlandesgericht, OLG) non funziona così. Con una sentenza del 3 settembre 2026, pubblicata il 29 ottobre, ha dato ragione a un’associazione dei consumatori contro una catena di palestre in franchising (OLG München, 29 U 4043/23).
Le palestre chiedevano agli iscritti di accettare un aumento della quota mensile: il consenso si considerava dato passando il tornello. Per i giudici è una pratica commerciale aggressiva (§ 4a della legge contro la concorrenza sleale, UWG), perché mette il cliente davanti a una scelta forzata: accettare o rinunciare all’allenamento già pagato. Ne risponde anche la società che gestisce il marchio, non solo il singolo centro. La corte conferma così la sentenza del tribunale di Augusta del 2023 e non ammette il ricorso alla Corte federale.
Cosa significa per chi ha un abbonamento: un aumento richiede un vero accordo, non un sì presunto. Chi ha ricevuto una richiesta simile può contestarla per iscritto e rivolgersi alla Verbraucherzentrale Bayern.
Fonti: OLG München, sentenza del 3 settembre 2026, 29 U 4043/23; LG Augsburg, sentenza del 6 ottobre 2023, 081 O 1161/23; UWG, § 4a.
Aggiornato al: 31 ottobre 2026


