Prima di firmare un contratto d’affitto, aprire un conto con fido o attivare un abbonamento telefonico con lo smartphone a rate, in Germania quasi tutti fanno lo stesso controllo: la Schufa. Per chi arriva dall’Italia è spesso il primo ostacolo, e uno dei meno conosciuti. Ecco cos’è, come funziona il nuovo punteggio e, soprattutto, cosa si può fare in concreto.
In breve
- La Schufa è una società privata con sede a Wiesbaden: raccoglie dati su come le persone pagano e li fornisce alle aziende che ne hanno diritto.
- Dal 17 marzo 2026 il suo punteggio, lo score, va da 100 a 999 punti ed è calcolato su dodici criteri pubblici: più è alto, meglio è.
- Chi è appena arrivato parte svantaggiato: la storia dei pagamenti fatta in Italia non conta.
- I propri dati si possono vedere gratis, con la copia prevista dal GDPR o con l’account online gratuito.
- Gli errori si possono far correggere gratuitamente, e le voci negative hanno una scadenza.
Cos’è la Schufa
Il nome sta per «Schutzgemeinschaft für allgemeine Kreditsicherung», cioè associazione per la tutela del credito. Oggi è una società privata, la SCHUFA Holding AG, con sede a Wiesbaden, ed è la più grande agenzia di informazioni sul credito in Germania. Non è un ente pubblico e non decide se un contratto si fa: fornisce dati e un punteggio, poi decide l’azienda, che può tenere conto anche di altro, per esempio del reddito.
I dati arrivano dalle aziende che collaborano con la Schufa: banche, operatori telefonici, società di leasing e di vendita a rate, negozi online, agenzie di recupero crediti. Con questi dati la Schufa stima quanto è probabile che una persona paghi i suoi debiti.
Chi la consulta
- Banche e casse di risparmio, quando si apre un conto o si chiede un prestito o una carta di credito.
- Operatori di telefonia e internet, soprattutto per i contratti con apparecchio a rate.
- Negozi online, per l’acquisto a rate o con pagamento su fattura.
- Locatori: di solito chiedono all’aspirante inquilino di presentare lui stesso un documento della Schufa. A Monaco, con la concorrenza che c’è per ogni appartamento, è quasi la regola.
Cosa sa e cosa non sa
La Schufa conserva nome, data e luogo di nascita, indirizzo attuale e quelli precedenti. Registra conti correnti, carte di credito, prestiti, leasing, contratti telefonici e acquisti a rate, anche quando tutto va bene: sono le voci «positive». E registra i problemi: crediti non pagati dopo i solleciti, procedure di recupero, insolvenze.
Non conosce invece, secondo quanto dichiara, reddito, patrimonio, saldo del conto, professione, datore di lavoro, stato civile, nazionalità, religione o opinioni politiche. Essere italiani, quindi, non pesa di per sé: pesa la mancanza di una storia in Germania.
Come si legge il nuovo score
Dal 17 marzo 2026 la Schufa usa un nuovo punteggio, su una scala da 100 a 999 punti. Si basa su dodici criteri resi pubblici per la prima volta, ognuno con un suo peso. I problemi di pagamento contano più di tutto. Contano anche l’età del conto corrente più vecchio (se si hanno più conti), quella della carta di credito più vecchia, i prestiti in corso e le richieste recenti di nuovi contratti.
Il punteggio viene collocato in cinque classi:
| Classe | Punti | Cosa significa |
|---|---|---|
| Hervorragend (eccellente) | 776–999 | rischio molto basso; secondo la Schufa ci rientrano circa sei persone su dieci |
| Gut (buono) | 709–775 | rischio basso, buone possibilità di credito |
| Akzeptabel (accettabile) | 642–708 | rischio leggermente più alto |
| Ausreichend (sufficiente) | 100–641 | rischio alto: ottenere credito diventa difficile |
| Ungenügend (insufficiente) | nessun punteggio | ci sono già inadempienze registrate |
Il nuovo valore ha sostituito il vecchio score in percentuale e i due non si possono confrontare uno a uno. Consumatori e aziende vedono ora lo stesso numero. Il passaggio però è graduale: al debutto, secondo la Verbraucherzentrale, solo circa un quarto delle aziende clienti usava già il nuovo sistema. Da allora le associazioni dei consumatori segnalano molte proteste di persone che si ritrovano un punteggio più basso del previsto senza capire perché.
Perché chi arriva dall’Italia parte svantaggiato
La Schufa conosce solo la storia «tedesca». Anni di mutuo pagato puntualmente in Italia non contano. Il conto è appena aperto, l’indirizzo è nuovo, non c’è una carta di credito alle spalle: sono proprio i criteri su cui si basa lo score. Il risultato è un punteggio basso, anche per chi non ha mai saltato un pagamento. E con uno score basso trovare casa, cambiare operatore o chiedere un finanziamento diventa più difficile.
Guida pratica: cosa si può fare
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Fonti: Verbraucherzentrale, «Neuer Schufa-Score: Die wichtigsten Infos» (26 giugno 2026); Verbraucherzentrale Niedersachsen (17 agosto 2026); SCHUFA Holding AG, meineschufa.de e informativa ai sensi dell’art. 14 GDPR; Bundesgerichtshof, comunicato n. 198/2026; regolamento (UE) 2016/679, artt. 12, 15, 16 e 17.
Aggiornato al: 31 ottobre 2026


