
Monaco di Baviera: Cinquanta minuti. Un docufilm sulla Terra dei Fuochi per portare in giro in tutto il mondo una parte di verità mai raccontata su una regione bellissima e maltrattata, su una terra vittima di speculazioni. E’ quanto sta facendo il musicista Gigi D’Alessio con il documentario firmato dal regista Ambrogio Crespi, già conosciuto per i suoi lavori su Capitano Ultimo e sul caso Enzo Tortora. Ieri mattina Gigi ha fatto tappa a Monaco, alla Kunstlerhaus , poche ore prima del suo concerto.
Un tour che lo sta portando in giro per il mondo insieme ai racconti sulla Campania, dove è nato. Cinquanta minuti in cui si narra, ascoltando dalla viva voce dei protagonisti, come solo l’un per cento di un’intera regione sia inquinata e si racconta della speculazione in atto sui prodotti della natura che vengono dalla zona. I pomodori casertani continuano ad essere consumati ma, proprio a causa del battage negativo, vengono acquistati sottocosto dalle industrie. Con conseguente perdita di posti di lavoro e chiusure di aziende. Questa la realtà che si snoda attraverso cifre ed interviste.
Quella al contadino appena quarantenne che ha deciso di opporsi e lottare, ha lasciato un posto di amministratore delegato di una grossa azienda milanese ed è tornato a coltivare la terra e a produrre i suoi prodotti , quella al giornalista Sandro Ruotolo che dell’argomento si è sempre occupato, le dichiarazioni del responsabile dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, Antonio Limone, che garantisce, dati alla mano, i controlli rigorosi effettuati su tutti i prodotti di una terra definita benedetta da Dio e maledetta dagli uomini.
Una terra che, devastata dalla camorra e dall’atteggiamento rinunciatario di molti, oggi sta rialzando la testa, grazie anche ad un testimonial d’eccezione come D’Alessio. Che porta in giro tutto l’amore che nutre per la sua regione per cercare di raggiungere col suo messaggio positivo tutte le persone che incontra. E sono tante, tantissime. Un racconto della realtà senza nascondere nulla. Come le testimonianze di due mamme che hanno perso, rispettivamente, un figlio di pochi mese ed una bambina di nove anni. A causa di leucemie. Una panoramica coraggiosa e reale, raccontata con la luce cruda di una telecamera a spalla che ha catturato la vita di ogni giorno senza finzioni. Per restituire un po’ di verità.
Una sola domanda: non ha paura Gigi D’Alessio che il suo lavoro vada ad urtare gli interessi di qualcuno?
“Non lo so se do fastidio e a quali interessi. Io sto solo cercando di promuovere la parte sana della nostra regione. Anche perché, i risultati dei controlli fatti sui nostri prodotti dicono che sono i migliori. Credo di difendere la parte buona e credo che, insieme anche alle istituzioni, si possa vincere. Anche perché diversamente la Campania si svuoterà, e ai nostri figli che diremo? Andate via? No. Credo che sia una battaglia che si potrà vincere. Se riuscirò a raggiungere anche una sola persona e far capire la bontà e la sicurezza dei nostri prodotti sarà già una vittoria. Le mie non sono denunce perché la realtà la conoscono già tutti. Non faccio il giornalista o il magistrato, io faccio il musicista. Intingo la penna nel cuore e scrivo canzoni”.


