Indagini della Steuerfahndung, termine per l’accertamento

In Germania il fisco non può correggere una dichiarazione all’infinito: di regola ha quattro anni, che diventano cinque in caso di negligenza grave (leichtfertige Steuerverkürzung) e dieci in caso di evasione (§ 169 AO). Il termine non parte dall’anno d’imposta ma, se c’è l’obbligo di dichiarazione, dalla fine dell’anno in cui la dichiarazione è stata presentata, al più tardi dalla fine del terzo anno successivo (§ 170 AO). Le indagini della Steuerfahndung, la polizia tributaria, possono però fermare l’orologio. Fino a che punto? Lo ha chiarito il Bundesfinanzhof (BFH), la Corte federale tributaria di Monaco, con una sentenza del 19 agosto 2026 resa nota con il comunicato stampa del 29 ottobre.

  • Il principio: le indagini sospendono i termini solo per i fatti su cui si indaga, e solo se il contribuente può capire quali sono.
  • Non basta sapere genericamente di essere sotto indagine.
  • La conseguenza: un avviso emesso dopo la scadenza, su fatti che il contribuente non poteva riconoscere, è illegittimo.

Una contribuente presenta nel 2002 la dichiarazione dei redditi per il 2001: il termine per l’accertamento parte quindi dalla fine del 2002. Nel maggio 2006 la Steuerfahndung perquisisce i locali dell’impresa e lo stesso giorno apre contro di lei un procedimento penale tributario, senza comunicarglielo formalmente. La donna sa di essere indagata, ma non sa per quali fatti: il suo avvocato chiede due volte, nel 2006, di vedere il fascicolo e riceve sempre un rifiuto. I fatti precisi compaiono solo nei rapporti di fine 2009. Il procedimento penale si chiude senza prova del dolo; resta una multa per negligenza grave. Il termine è quindi di cinque anni: sarebbe scaduto a fine 2007 e un’altra causa di sospensione lo ha portato al 10 marzo 2008. L’avviso con un’imposta più alta arriva solo il 28 gennaio 2010. Il Finanzgericht di Münster lo annulla e il BFH conferma: era troppo tardi.

Cosa dice la sentenza

Il § 171, comma 5, del codice tributario tedesco (Abgabenordnung, AO) prevede che, se la Steuerfahndung avvia le indagini prima della scadenza, il termine non scade finché gli avvisi emessi in base alle indagini non sono diventati definitivi. Il BFH precisa due cose:

  • vale solo per i fatti indagati, non per tutta la dichiarazione di quell’anno;
  • il contribuente deve poter riconoscere, prima della scadenza normale, quale complesso di fatti è sotto esame.

Con questa decisione il X Senato si allinea all’VIII, e anche il I Senato ha abbandonato la propria linea del 2002, più favorevole al fisco. Il fisco ha comunque uno strumento sicuro: comunicare formalmente l’avvio del procedimento penale tributario (§ 171, comma 5, seconda frase), che sospende i termini.

Cosa significa per chi vive a Monaco di Baviera

La sentenza interessa chi ha avuto una perquisizione, un sequestro di documenti o richieste della Steuerfahndung, anche su redditi o conti in Italia. In pratica:

  • conservare ogni atto ricevuto (decreto di perquisizione, verbale, lettere): conta ciò che vi era scritto sui fatti indagati;
  • chiedere per iscritto l’accesso al fascicolo (Akteneinsicht), tramite un avvocato: un rifiuto documentato può pesare a proprio favore;
  • se arriva un avviso molti anni dopo, verificare con un consulente fiscale (Steuerberater) o un avvocato tributarista se il termine era già scaduto;
  • attenzione: la sentenza non tocca la comunicazione formale del procedimento penale, che sospende comunque i termini.

Anche i termini per difendersi da un avviso sono brevi: ne abbiamo parlato in Ricorso contro il Finanzamt: la malattia non salva dal termine scaduto.

La sentenza è definitiva: il BFH è l’ultimo grado della giustizia tributaria. Del resto anche le istruzioni dell’amministrazione finanziaria sull’Abgabenordnung (AEAO al § 171, n. 4.1) chiedono già che il contribuente possa riconoscere in quale procedimento la Steuerfahndung sta indagando. Chi ha ricevuto un avviso dopo un’indagine e ha ancora un ricorso aperto può far valere il principio.

Leggi anche: Ricorso contro il Finanzamt: la malattia non salva dal termine scaduto

Fonti: Bundesfinanzhof, sentenza del 19 agosto 2026, X R 8/25, e comunicato stampa n. 61/2026 del 29 ottobre 2026; Finanzgericht Münster, 23 gennaio 2025, 12 K 19/14 E; Abgabenordnung, §§ 169, 170, 171.
Aggiornato al: 3 novembre 2026

© Il Sole Italiano – Riproduzione riservata

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